
Lisbona non si visita, si vive, si ascolta, si respira.
Ci sono città che ti accolgono subito, con un abbraccio silenzioso. Ecco, Lisbona è così. Ti osserva da dietro le sue finestre azulejos e ti invita a perderti tra le sue colline. Tre giorni qui sono pochi, ma bastano per capire che vuoi tornare.
Giorno 1: Alfama e il fascino dell’antico
Sono partita presto, zaino in spalla e scarpe comode (obbligatorie, fidati).
La prima tappa è stata il quartiere di Alfama, un labirinto di vicoli, panni stesi, gatti sonnacchiosi e anziani che parlano dalla finestra.
Ho preso il tram 28, quello giallo, iconico. Balla sui binari come un’anziana signora elegante e un po’ storta, e ti regala scorci da cartolina. Da lì, sono salita al Castello di São Jorge: la vista dalla terrazza mi ha fatto capire perché Lisbona è soprannominata la città delle sette colline.
Cosa mangiare: Pasteis de bacalhau (crocchette di baccalà), magari con un bicchiere di Ginja (liquore alla ciliegia).
Giorno 2: Belém e il gusto della storia
Il secondo giorno è stato più dolce — in tutti i sensi.
Ho preso un tram verso Belém, quartiere elegante e ricco di storia. Ho visitato il Monastero dos Jerónimos, uno di quei luoghi dove il silenzio sembra raccontare leggende.
Poi il momento sacro: i veri Pasteis de Belém. Caldi, cremosi, con la cannella e lo zucchero a velo. Ne ho mangiati due. Forse tre. Forse non lo dirò mai.
Passeggiata sul lungofiume fino alla Torre di Belém, simbolo della città e guardiana dell’oceano. Il sole calava, e l’aria profumava di sale e promesse.
Giorno 3: Bairro Alto e tramonti da cartolina
Ultimo giorno, ma non il meno intenso.
Ho camminato per il Bairro Alto, quartiere giovane, alternativo, pieno di arte di strada e localini dove suonano il fado.
La tappa finale è stata il Miradouro de Santa Catarina, una delle terrazze più belle di Lisbona. Ho preso una birra, mi sono seduta per terra, e ho guardato il sole sparire dietro il Ponte 25 de Abril. Silenzio, musica di chitarra in sottofondo, e un tramonto da ricordare.
Consigli pratici per chi parte:
- Dove dormire: Quartiere Baixa o Chiado, comodi e centrali.
- Come muoversi: Tram, piedi e… pazienza con le salite!
- Cosa evitare: ristoranti troppo turistici. Cerca le tascas, le osterie locali.
- Da portare a casa: una scatola di pasteis, una foto dal tram 28, e tanta saudade.
Lisbona non te la togli di dosso. Ti entra sotto pelle, con la sua malinconia dolce e i suoi colori pastello.
Ci sono città che visiti. E poi ci sono quelle che ami.
Prossima tappa? Sto pensando a un viaggio lento nei borghi italiani. Ti porto con me?
– Alla prossima avventura.
